“Ichi-go ichi-e” è un antico proverbio giapponese che significa letteralmente “una volta, un incontro”. Derivato dalla tradizione del chanoyu (la cerimonia del tè), questo detto esprime la consapevolezza che ogni incontro è unico e irripetibile, e proprio per questo va vissuto con gratitudine e piena presenza. Anche se le persone si rincontreranno, quell’istante preciso non tornerà mai più.
L’esperienza vissuta dal Campus Scuola Futura Osaka ne è stata una testimonianza concreta: un susseguirsi di incontri autentici, significativi e irripetibili.
La doppia delegazione dell’Istituto “25 Aprile – Faccio” ha partecipato con entusiasmo e spirito di scoperta alla tappa internazionale del campus itinerante Scuola Futura Italia, promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito il 18 e 19 luglio 2025 in occasione della settimana tematica dedicata all’education di Expo Osaka 2025.
L’iniziativa ha offerto alle scuole italiane l’opportunità di rappresentare il nostro sistema educativo all’interno di un contesto internazionale, valorizzando modelli didattici innovativi, esperienze professionali e buone pratiche, con particolare riferimento alle azioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La prima delegazione
La prima delegazione, composta da Arianna Pianasso e Davide Bertoldo, accompagnati dalla professoressa Serena Toniolo, ha preso parte a tre giornate di co-progettazione insieme a studenti e docenti di 20 scuole italiane e 2 scuole di Osaka. Le attività si sono svolte inizialmente presso l’Osaka Prefectural Suisito Kokusai Junior & Senior High School, per poi proseguire all’interno del Padiglione Italia a Expo.
Il tema di lavoro ruotava attorno a una domanda centrale:
“What should humans learn in the era of AI?”
Da qui sono nate riflessioni e proposte sull’uso dell’intelligenza artificiale nella scuola, vista come strumento per la personalizzazione dell’apprendimento, l’educazione civica, lo sviluppo di competenze interculturali e il potenziamento del pensiero critico e della socialità.
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La seconda delegazione
In parallelo, la seconda delegazione formata da Diego Bertoldo, Marco Brunetto e Sonia Ceretto Castigliano, accompagnati dal professore Matteo Vaio, ha partecipato con altre nove scuole italiane alla presentazione delle buone pratiche didattiche all’esterno del padiglione. I nostri studenti hanno illustrato il progetto “Data Science & CUP”, un laboratorio che unisce sport e scienza dei dati, coinvolgendo attivamente i visitatori e ricevendo anche l’attenzione del Ministro Giuseppe Valditara, in visita alle Buone Pratiche esposte e durante l’evento serale presso l’area NextGen.
Sono stati giorni intensi, resi ancora più impegnativi dal clima caldo e umido, ma pieni di connessioni internazionali e scambi culturali, come solo uno spazio globale come Expo sa offrire.
Scoprendo il Giappone
A conclusione delle attività didattiche, studenti e docenti hanno avuto l’opportunità di esplorare due luoghi simbolo del Giappone: Kyoto e Hiroshima.
Kyoto, con i suoi templi e santuari, ha offerto uno sguardo profondo sulla dimensione spirituale e sull’armonia tra architettura e natura.
Hiroshima, a ottant’anni dalla tragedia che l’ha segnata, ha toccato profondamente i partecipanti con i suoi racconti di memoria, pace e resilienza.
L’opportunità di partecipare a questa straordinaria esperienza è nata dall’impegno della nostra scuola all’interno del progetto Scuola Futura, un campus itinerante che da anni racconta e valorizza l’innovazione nella scuola italiana.
Un sentito ringraziamento al Ministero dell’Istruzione e del Merito, e agli staff organizzativi delle tre scuole polo:
- Liceo Pascasino di Marsala (TP)
- Liceo Pitagora di Rende (CS)
- Liceo Marinoni di Udine
Grazie al loro lavoro, l’incontro tra Italia e Giappone si è trasformato in un’esperienza di apprendimento autentico, umano e irripetibile.
Questa esperienza vista dai nostri studenti
Questo viaggio è stato un’esperienza indimenticabile, il Giappone è un paese meraviglioso e le attività svolte accattivanti. Auguro a tutti gli studenti di poter partecipare ad un evento simile che personalmente mi ha lasciato un ricordo incredibile di luoghi e persone
Arianna
Descrivere quest’avventura in Giappone non è facile, perché è stata davvero un’esperienza unica, che mi ha permesso di entrare in contatto con una realtà completamente diversa dalla nostra.
Ci sono tanti motivi per cui la considero irripetibile.
Nei primi giorni ho potuto vivere l’Expo da vicino, capendo che cosa significa davvero far parte di un evento così grande e internazionale. Studiando al corso CAT (Costruzioni, Ambiente e Territorio), sono rimasto affascinato dalle strutture, dagli edifici e da tutta l’organizzazione degli spazi: sono opere incredibili, sia per grandezza che per bellezza architettonica.
Nei giorni successivi, invece, ho avuto la possibilità di conoscere un altro lato del Giappone: la sua storia, la sua cultura e le sue persone.
Ho imparato quanto contino il rispetto, la gentilezza e le buone maniere nella vita quotidiana giapponese. Piccoli gesti che raccontano molto più di mille parole.
Difficile spiegare davvero tutto quello che ho provato: l’Expo, i templi, Hiroshima, i volti delle persone incontrate.
Credo che certe emozioni si possano comprendere solo vivendole in prima persona. E io mi sento fortunato ad averle vissute.
Diego
Quella del Giappone è stata una bellissima esperienza perché sono entrato in contatto con un mondo completamente diverso dal nostro per le usanze, il cibo, le città, ma soprattutto le persone. Questa esperienza mi ha aiutato ad aprire la mente per scoprire cose che prima avevo visto solo nei film
Davide
Grazie alla scuola ho avuto la bellissima opportunità di visitare una parte del mondo davvero speciale. Mi sento molto fortunata, perché è stata un’esperienza fantastica, anche se è durata meno di sei giorni.
In poco tempo ho visto posti stupendi e ho conosciuto ragazzi con cui ho fatto subito amicizia. Abbiamo riso insieme e vissuto momenti che porterò sempre nel cuore.
Il Giappone è un Paese meraviglioso, pieno di contrasti tra tradizione e modernità. I templi sono bellissimi e le città davvero incredibili. È una cultura diversa dalla nostra, ma proprio per questo molto affascinante.
Ringrazio davvero tanto per avermi dato questa possibilità. È stata un’esperienza che non dimenticherò mai e spero un giorno di poterci tornare per scoprire ancora di più.
Sonia
“Sei dotato di passaporto?”
Era il 18 giugno quando ho ricevuto questo messaggio.
La professoressa mi chiedeva se fossi libero e se avessi il passaporto.
“Certo che sì”, ho risposto, senza sapere che quella risposta mi avrebbe cambiato l’estate, e forse anche un po’ la vita.
Il MIM ha bisogno di tre ragazzi per raccontare il laboratorio data cycling.
Non avevo ben capito cosa stesse succedendo, né la portata di quelle parole. Ma la mia risposta fu chiara: “Ci sono, va benissimo.”
Oggi, dopo 7 giorni in Giappone — tra incontri internazionali, scoperte culturali, sushi e tanti arigatou — ancora non riesco a crederci.
Anche solo raccontare questa esperienza mi sembra irreale.
Abbiamo lavorato nel padiglione italiano di Expo Osaka per rappresentare la scuola italiana e dimostrare che la scuola non è solo sui libri, ma va molto più lontano.
Ho capito cosa c’è davvero fuori dal nostro mondo, immergendomi in una nuova realtà fatta di scoperte e futuro.
Credo che tutto questo valga e insegni più di dieci libri.
Questa è la vera scuola: non solo banchi, verifiche e voti.
E ora, tornando a leggere quel messaggio, provo una grande gratitudine. Mi rendo conto della straordinaria opportunità che abbiamo avuto.
Grazie Scuola Futura, ma soprattutto grazie ai nostri professori, che hanno creduto in noi, ci hanno permesso tutto questo e ci hanno accompagnato in un viaggio davvero indimenticabile.
Marco
一期一会 – ogni incontro è unico. Sta a noi renderlo memorabile.
