L'imprenditorialità di Adriano Olivetti: welfare aziendale avanzato e visione umanistica

Un percorso affascinante, dedicato alla visione industriale e sociale di Adriano Olivetti, quello che la classe 5C AFM ha seguito a Ivrea: dalla fabbrica delle origini dell'ing. Camillo, nel mondo ottocentesco pre-industriale in pieno fervore rivoluzionario e socialista, con l'invenzione del primo contatore elettrico industriale e in seguito la produzione delle macchine per scrivere, inaugurata dall’iconica M1; per proseguire con l’innovazione del calcolo con la Divisumma di Natale Capellaro, passando per la Lettera 22 e quindi l’elettronica con il rivoluzionario ELEA 9003 di Mario Tchou.

Grazie alle guide del Museo Tecnologicamente gli studenti hanno inoltre appreso come l'azienda Olivetti fosse fondata sul principio della responsabilità sociale: un modello imprenditoriale rivoluzionario e vincente, in cui la bellezza diventa parte integrante del processo produttivo e la Fabbrica reinveste i profitti in servizi sociali a beneficio del territorio e dei lavoratori. La Fabbrica diffonde cultura e arte, attira i migliori designer e architetti, e lo stile Olivetti, riconosciuto a livello internazionale, diventa espressione di eccellenza italiana.

La visita è poi proseguita con ingresso esclusivo alla Casa Blu, sede del centro ricerche e ulteriore esempio di bellezza architettonica, a testimonianza di quella "cultura del bello" che era il pilastro fondamentale della filosofia aziendale. Adriano Olivetti ne era convinto: la bellezza nei luoghi di lavoro migliora la vita delle persone e aumenta la produttività.