Summer school – Orizzonte Monviso

Per la terza estate consecutiva le Alpi sono state palestra e sfondo di una esperienza immersiva per studenti provenienti da diverse istituzioni scolastiche. Dopo Bormio e Ceresole Reale il piccolo paese di Ostana, nella valle Po, ha ospitato le delegazioni del liceo Crespi di Busto Arsizio, dell’ISIS Natta di Bergamo e del nostro istituto.

Una esperienza per piccoli numeri in una realtà che con i piccoli numeri e la tenacia di montanari di nascita e per scelta costituisce un caso emblematico di quello che può essere lo sviluppo delle terre alte nel terzo millennio. Non ci ha accolto la vista sul Monviso ma il grigio e una pioggerellina autunnale fine quasi a sottolineare che qui, nonostante l’esposizione a Sud, le giornate non sono fatte sempre di sole.

Le parole di Silvia, la sindaca imprenditrice che ci ha ospitato nel rifugio Galaberna, ci hanno subito fatto capire di essere arrivati in una realtà differente, una montagna che, come tanta parte delle Alpi, si è spopolata ma grazie a scelte non comuni e un lungo percorso di fatiche condivise, è stata capace di ridefinire una realtà dove si è tornati a produrre, a vivere, a nascere e a crescere. In questo luogo la sinergia fra pubblico e privato e l’interesse collettivo hanno invertito la rotta.

La prima mattina a Ostana, al risveglio, il Monviso era lì, illuminato dal sole che ha svelato la bellezza intorno a noi, quella bellezza che già traspirava dalle parole schiette di Silvia ma che abbiamo toccato con mano attraverso una lunga passeggiata nelle le frazioni guidati da Andrea, socio della cooperativa di comunità Viso a Viso. Agglomerati disseminati sul pendio sui quali veglia il gigante di pietra, dove le case sono dei gioielli di architettura montana, dove giovani imprenditori allevano capre, lama, alpaca, fanno coltivazione biologica, sfornano pane e dolci dai profumi paradisiaci, gelati, formaggi eccezionali e alimentano il vivere insieme con servizi alla comunità. Dal piccolo asilo a mezzogiorno un serpente di nanetti cantanti arriva al rifugio Galaberna per il pranzo, si siedono e senza schiamazzi o capricci, consumano il loro pranzo in una dimensione che sembra irreale a confronto con i diavoletti che talvolta si incontrano in qualche ristorante di pianura. Per noi ogni angolo è sorprendente bellezza, anche nella fatica e fra qualche passaggio non proprio semplice del nostro camminare. Tutto è invito a gustare lentamente ogni passo, a condividere le difficoltà e assaporare ogni parola scambiata fra di noi e con la gente del luogo. L’esplorazione MAB attraverso la raccolta delle emozioni e le interviste ci immerge in una realtà che è fatta di lavoro quotidiano da mattina a sera, faticoso e non per tutti.

Il rifugio Galaberna dove siamo ospitati, alle porte di Villo, è il porto dove tutto passa, dove si respira una accoglienza sincera e dove il nostro lavorare ai tavoli all’aperto si innesta con naturalezza.

La sfida è lanciata, raccontare a differenti target questa realtà attraverso la narrazione della storia di un eroe reale o immaginario; è la sfida MAB intorno a cui orbitano dalla prima sera altre piccole sfide e esperienze che arricchiscono la percezione di questo luogo e consolidano i team.

Il pomeriggio del secondo giorno incontriamo Stefano Fenoglio sulle rive di quel Po che nasce poco più a monte e che è fra i primi ricordi del nostro studio della geografia perché “fiume più lungo d’Italia”. Qui è un torrentello gelido sulle cui rive è nato ALPSTREAM-Parco del Monviso, Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini, di cui Stefano, Professore ordinario presso l’Università degli Studi di Torino, è cofondatore. Stefano ci trascina mentalmente e fisicamente dentro la realtà dei fiumi con una visione che dal macro ci porta nel micro mostrandoci come tutto è connesso e allo stesso tempo affascinante nella sua microscopica perfezione, come in pochi decimetri cubi di acqua si nasconda un mondo vitale che alimenta il nostro macro mondo forse meno perfetto e talvolta incoerente.

I giorni sono volati, fra giochi e disconnessione tecnologica che ha alimentato la connessione delle menti e la nascita delle amicizie, passo dopo passo, sfida dopo sfida, le parole che hanno dato forma ai tre racconti presentati al cospetto del Monviso l’ultima mattina. Chissà se lui li ha graditi? Noi ne abbiamo apprezzato la delicatezza e la gentilezza che questo luogo e le persone hanno alimentato.

Siamo tornati a casa con un giusta dose di nostalgia di gentilezza, dei luoghi, delle persone, delle nuove amicizie e la convinzione che questa è scuola e che l’unico rimpianto è che queste esperienze siano piccole gocce nella scuola indoor di tutti i giorni. Proprio per questo è più grande la gratitudine verso il Liceo Crespi e il professor Belotti che instancabilmente riesce a intercettare con i suoi progetti le risorse che permettono di realizzare esperienze come questa. Una domanda già serpeggia e qualcuno cerca già di prenotarsi, “ma il prossimo anno dove andremo?”

Hanno partecipato a questa esperienza Andrea Reverso e Giuliana Cairo e Iorio Peretto Giulia del corso Turismo, Falete Hiba del corso AFM e Alupoaiei Stellian e Tomasi Cont Alex del corso CAT accompagnati dalla professoressa Toniolo.

Qui il video-racconto di questi giorni

Quattro giorni. Non pensavo affatto che in quattro giorni si potesse fare tutto ciò che abbiamo fatto.

Creare legami così solidi, esultare per una camminata lunga ma soddisfacente, confrontare le idee per creare un progetto e divertirci così tanto. Sicuramente una bellissima esperienza, grazie!

Giulia

Questi quattro giorni sono stati molto belli e intensi, con molto divertimento e soprattutto tranquillità dovuto anche alla mancanza di rete che sembra indispensabile ma ogni tanto stare senza non fa male, perché come è successo in questa esperienza, si ha avuto modo di creare nuovi legami e amicizie

Alex

Ostana, un posto magnifico in cui l’uomo si unisce alla natura perfettamente.

È stata un’esperienza bellissima sin dal primo momento, in cui la nebbia iniziale ha avuto un ruolo fondamentale per darci la curiosità di conoscere ed esplorare il luogo.

Interagire con le persone del posto è stato molto interessante, perché ci hanno raccontato le loro incredibili avventure e mentre ce le raccontavano si percepiva la felicità nei loro occhi. Ovviamente immergersi nella natura di Ostana è stato fantastico, scoprire i ruscelli e gli insetti che ci vivono dentro ancora di più, ma la miglior parte di questa esperienza è stata conoscere e “lavorare” con nuovi ragazzi per un obbiettivo comune.

Infine hanno avuto un ruolo importante anche i professori, che ci hanno saputo incuriosire e spingere a dedicarci alla conoscenza del paese.

Stellian

Esprimere a parole le emozioni che ho provato durante questi quattro giorni a Ostana si rivela una sfida, poiché l’esperienza è stata così intensa e significativa che le parole sembrano limitate nel descrivere tutto ciò che ho vissuto. Il viaggio era intriso di aspettative, ma ciò che ho scoperto ha superato di gran lunga ogni mia immaginazione. Fin dal primo giorno, quando ho messo piede in questo piccolo borgo, ho percepito un’energia unica, alimentata dalla volontà e dall’unione di coloro che hanno deciso di ridargli vita.
Ogni angolo di Ostana nascondeva una storia affascinante e il suo fascino era arricchito dalla bellezza incantevole dei territori circostanti. La scoperta di borghi nascosti tra boschi rigogliosi ha creato una connessione profonda con la natura che ci circondava, sentendoci parte integrante di questa terra generosa. Ma non solo: la vera ricchezza di Ostana risiedeva nella sua gente e nelle loro tradizioni, radicate nel passato ma tuttora vive e vitali.
Desidero esprimere un sincero e profondo ringraziamento al popolo di Ostana, per l’accoglienza calorosa e genuina che ci hanno riservato. Ci hanno aperto le porte delle loro case e dei loro cuori, permettendoci di assaporare la vera essenza della comunità locale. I professori e l’intero team organizzativo meritano un plauso speciale per aver reso possibile questa straordinaria avventura. La loro dedizione e passione hanno reso ogni momento prezioso e indimenticabile.

Ma non posso dimenticare di menzionare i miei compagni di viaggio, con i quali ho condiviso esperienze uniche ed emozioni profonde. In così pochi giorni, siamo riusciti a creare un legame stretto e autentico, trasformando sconosciuti in veri amici. La nostra capacità di lavorare insieme e sostenersi reciprocamente è stata un esempio di come il viaggio non sia solo un percorso geografico, ma un viaggio interiore di crescita e condivisione.
Ancora una volta, vorrei ringraziare di cuore tutte le persone coinvolte in questa avventura, perché mi hanno donato ricordi indelebili che porterò sempre nel cuore. Questi quattro giorni a Ostana hanno segnato un capitolo importante della mia vita, e sono grata per ogni singolo istante trascorso in questa meravigliosa terra e con queste straordinarie persone.

Giuliana

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